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Data Privacy Day: la protezione dei dati personali 

Il 28 gennaio si è festeggiato il Data Privacy Day, conosciuto in Europa anche come Data Protection Day, la giornata internazionale sulla protezione dei dati, volta a sensibilizzare le persone sul tema della protezione dei dati e a promuovere le migliori pratiche per gestire al meglio i propri dati personali sul web. Inizialmente era un evento dedicato a promuovere la sicurezza prettamente nei contesti imprenditoriali, ma negli ultimi anni ha ampliato il suo raggio d’azione per rivolgersi anche a famiglie e consumatori, insomma a tutti: oggi siamo tutti esposti al grande rischio che è la perdita di dati personali. Anche Google si impegna a promuovere questa giornata ricordando a tutti i suoi utenti di andare a modificare le impostazioni di privacy e protezione dati personali del proprio account scegliendo quelle più adatte a loro.

Cybersecurity: il panorama attuale

Negli ultimi anni si sta assistendo a una crescita esponenziale dei fenomeni di violazione dei dati personali o danneggiamento di hardware e software, per cui il tema della cybersecurity diventa sempre più caldo. Il tutto viene ampliato dall’introduzione dell’Internet of Things e dalla diffusione di dispositivi connessi come smartphone, televisori, computer e tanti altri. Decine di organizzazioni globali oggi si impegnano a tenere il passo e a contrastare i criminali informatici, tenendo conto del fatto che quelli meno qualificati vengono bloccati, mentre i più “bravi” sono costretti ad intensificare il loro lavoro e perfezionarsi sempre di più. Il risultato è che si avranno meno criminali, ma più intelligenti e forti, e i professionisti IT dovranno trovare sempre il modo di stare un passo avanti a loro.

Se da un lato i criminali informatici si fanno sempre più minacciosi, è anche vero che in alcuni casi sono le stesse noncuranze degli utenti del web a facilitare loro il lavoro. Dovremmo tutti adottare delle best practice basilari per aumentare la sicurezza e la protezione dei nostri dati.

Creare password sicure

Le password rimangono ad oggi un problema troppo spesso sottovalutato. Basti pensare che “123456” risulta essere una delle password utenti più utilizzate. Moltissimi invece utilizzano chiavi di accesso basate sul proprio nome, la propria data di nascita o altre informazioni che sono in realtà facilmente reperibili online da un possibile hacker.

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Sono riassunti nei prossimi punti alcuni consigli su come scegliere una password sicura e non banale.

evita l’utilizzo di parole troppo semplici (come buonanotte, ciao o password), che siano collegabili alla tua attività (pizza, dentista20, informatica82) o sequenze di caratteri (come 12345, 00000, abcdef). Una buona password deve essere lunga, avere almeno 8 caratteri alfanumerici, contenere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali;

non utilizzare informazioni personali, quindi il tuo nome, il tuo cognome, la tua data di nascita, il nome dei figli o dei tuoi animali domestici, il nome del tuo partner, il tuo comune di residenza, luoghi comuni e simili: come abbiamo già spiegato tutte queste sono informazioni facilmente reperibili online;

non usare la stessa password su più di un sito, sarebbe meglio avere una credenziale diversa per ogni servizio: questo per evitare che, scoperta una password, l’hacker abbia automaticamente accesso a tutti i tuoi servizi e/o account;

evita di condividere online le tue password, né per mail, né per messaggio né tanto meno sui social;

valuta di abilitare l’autenticazione a due fattori – tecnica di solito utilizzata per l’accesso a conti bancari o app più sensibili – per far sì che non basti soltanto la password per autenticarsi, ma sia necessaria anche la ricezione di un SMS di conferma sul cellulare.
Se pensi che sia troppo complicato seguire tutti questi consigli o non sai proprio come generare password sicure, complesse e uniche, puoi affidarti ad un apposito generatore di password.

Fare attenzione al wifi pubblico

Molte volte, soprattutto quando ci troviamo in vacanza o all’estero, il wifi pubblico ci sembra un miraggio e non riusciamo a resistere alla tentazione di collegarci. Dobbiamo però ricordarci che le connessioni libere possono essere molto pericolose per i nostri dati personali. Questo perché non sono protette, quindi danno via libera agli hacker nell’intercettazione del trasferimento dati. Quando sei connesso ad un wifi pubblico evita l’accesso ai tuoi account, come ad esempio quello bancario, e ricordati di disconnetterti da tutti i profili sensibili attivi.

Installazione software: non esagerare

Quando si installano dei software bisogna tenere presente che non sempre è necessario concedere tutte le autorizzazioni richieste. Secondo uno studio condotto da Eurostat il 30% degli italiani non sa che si può limitare o rifiutare l’accesso ai propri dati quando si installa un software o si utilizza una app sul proprio dispositivo, rispetto al 10% in Francia e al 28% in media tra tutti i Paesi europei. Tra le autorizzazioni più importanti da disabilitare c’è l’accesso ai dati sulla geolocalizzazione: è importante rifiutare l’accesso e disabilitare il GPS sul telefono quando il suo utilizzo non è strettamente necessario. Oltre a limitare l’accesso ai propri dati, è anche importante mantenere un aggiornamento software costante e disinstallare le applicazioni che non si utilizzano più.

Limitare l’iscrizione a siti web

Non tutti i siti web richiedono l’iscrizione obbligatoria per usufruire dei servizi che offrono, per cui a volte si può evitare di condividere una molteplicità di dati personali, se non quando strettamente necessario o quando si ha piacere ad offrire i propri dati ad una specifica azienda di cui ci si fida. Ricordati inoltre di cancellare gli account che non utilizzi più o che sono superflui. In generale, quando inserisci i tuoi dati nei contact form online cerca di ponderare le informazioni che vuoi condividere ed evita di fornire troppi dettagli se non sei certo di avere a che fare con persone e/o aziende fidate.

Eseguire il backup dati

Un’altra buona abitudine da avere, che influisce positivamente sulla protezione dei dati personali, è quella di effettuare il backup periodico dei dati. Puoi fare copie di backup con il tuo PC, con il tuo smartphone e con il tuo tablet. Questo ti permetterà di poter recuperare immediatamente i dati originali qualsiasi cosa accada e scongiurare il pericolo della perdita definitiva di dati.

Limitare l’esposizione via webcam

Quanti di voi hanno la webcam sempre accesa? Quanti invece sono stati definiti “paranoici” perché coprono la propria webcam con pezzi di cartone o scotch quando non la utilizzano? A tutti i paranoici vanno i miei complimenti: bravi, quella di coprire la telecamera è una buona abitudine adottata persino da Mark Zuckerberg. Purtroppo esistono software appositi che permettono a malintenzionati di accedere alle nostre webcam e ai nostri microfoni andando a minare la nostra privacy. Bisognerebbe quindi spegnere e chiudere il computer quando non è in uso e coprire la webcam con un adesivo rimovibile. Per disattivare il microfono basterà invece inserire uno spinotto per cuffie non collegato a delle cuffie o attivare la disabilitazione tramite software.

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Antonello Autore

Sono un Consulente Informatico con un esperienza pluriennale in aziende produttive realizzando numerosi progetti di sviluppo ed implementazione di sistemi informativi. Ricoprendo più volte la carica di Responsabile di Sistemi Informativi in rinomate società. Ma la mia passione per l”informatica, rende la mia attività una piacevole ricerca di soddisfazioni sul campo.

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